I peperoncini più piccanti del mondo E-mail

peperoncino naga morichIl peperoncino, nome scientifico Capsicum è diffuso principalmente in 4 specie: Annuum, la più conosciuta che comprende anche i peperoncini coltivati in Italia; Chinense, che comprende le varietà più piccanti al mondo; Frutescens, con il conosciuto Tabasco; Baccatum, che raggruppa peperoncini di media piccantezza. Originario delle americhe, si sa con certezza che era usato già 5000 anni fa; venne importato in Europa da Cristoforo Colombo. I peperoncini hanno scarso apporto nutritivo e contengono vitamine B¹, B², PP, C, E oltre alla provitamina A. Contengono anche flavonoidi, carotenoidi ed acidi organici. Uno dei principali componenti del peperoncino rosso è la capsaicina, un principio attivo da cui dipendono parecchie proprietà benefiche attribuite al peperoncino. Sono presenti anche capsicina, capsantina oltre a diversi sali e oligoalimenti naturali. A fornire il sapore piccante è la capsicina.

La piccantezza del peperoncino viene misurata dalla Scala Scoville che si basa sulla reazione della pelle umana al contatto con il frutto. Il record, registrato nel Guinness dei Primati, appartiene al Naga Jolokia ed è di 1.041.427 unità Scoville. Precedentemente era di 577.000 per un Habanero Red Savina. Il peperoncino di Cayenna raggiunge circa 30.000 unità Scoville mentre il ciliegino, normalmente usato anche per essere farcito, si attesta intorno alle 10.000 unità Scoville. Non bisogna però dimenticare che il peperoncino, come tutti i prodotti naturali, non può avere caratteristiche standard e quindi anche la piccantezza può variare nella stessa specie e la percezione è inoltre diversa da una persona all’altra.

Al peperoncino sono attribuite notevoli proprietà benefiche, a volte però legate alla tradizione e non supportate da verifiche scientifiche. E’ però certo che in situazioni normali la capsaicina, presa in dosi limitate, tende a regolarizzare la circolazione del sangue svolgendo un effetto benefico in caso di infiammazioni. Assunta con gli alimenti, la capsaicina sollecita una maggiore secrezione sia di enzimi digestivi che di muco protettivo della mucosa, giustificando in tal modo alcuni degli effetti positivi (combatte difficoltà digestive e scarso appetito) attribuiti dalla cultura popolare all'uso del peperoncino piccante in cucina. Su questa linea si è posta anche la medicina ufficiale con la tintura di capsico, l'olio di capsico, la capsaicina stessa e alcuni derivati prodotti per via biochimica. Il peperoncino stimola inoltre le funzioni respiratorie e l’intestino crasso ed ha un effetto disinfettante molto efficace anche per prevenire diarree. Contrariamente a quanto si era sempre pensato, il peperoncino sarebbe utile anche in presenza di batteri quali l’Helicobacter pylori, spesso associato a gastriti ed ulcere.

Alcuni ricercatori giapponesi ed americani hanno recentemente scoperto che il peperoncino rosso potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione del tumore alla prostata. Al momento la sperimentazione è avvenuta su cavie da laboratorio ed ha confermato che l’assunzione di capsaicina ha ridotto dell'80% circa la formazione di masse tumorali negli animali a cui era stata somministrata. Le proprietà antiossidanti del peperoncino sembrano inoltre contribuire alla prevenzione dello sviluppo di manifestazioni cancerose allo stomaco. Questi dati devono però ancora essere completamente verificati sull’uomo.

In cucina il peperoncino non può mai mancare anche se a volte viene usato in modo eccessivo, magari per insaporire preparazioni con poco gusto. E’ alla base di molti piatti regionali italiani ma è usatissimo in tutto il mondo e c’è solo l’imbarazzo nella scelte delle possibili ricette. In Senegal, ad esempio, viene preparato un ottimo pollo condito con limone, cipolla e peperoncino rosso. In Nicaragua viene preparata un’insalata che farebbe resuscitare anche i morti, a base di sedano, avocado e jalapeno, e poi l’Harissa della Tunisia ed il Sambal cinese, con riso, uvetta, cannella e peperoncino.

La produzione di peperoncino dell’Azienda Agricola Settimocielo è basata su una serie di varietà che comprendono le più piccanti al mondo. Tra i nostri peperoncini abbiamo i Naga, i Jolokia, gli Habanero nelle diverse varietà, i Red Savina oltre ai tradizionali Cayenna e ciliegino usato per preparare vasetti di peperoncino ripieno di formaggio o di tonno. Le varietà più piccanti vengono essiccate con molta cura e poi sminuzzate per essere offerte in miscele particolari dall’elevatissima piccantezza. I semi, responsabili della piccantezza ma non del sapore, quando necessario vengono eliminati così da garantire un prodotto di qualità per il quale si può apprezzare il sapore evitando che con la propria piccantezza copra quello di altri alimenti con il quale viene usato. Per apprezzarlo al meglio le nostre miscele di peperoncino raccomandiamo di non portarlo mai ad alte temperature ma di aggiungerlo dopo aver fatto eventualmente soffriggere olio e aglio (come nel classico condimento per gli spaghetti) o con altri ingredienti.

 

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