Rabarbaro E-mail

Della famiglia delle Polygonacee, il suo nome scientifico è Rheum species. Il rabarbaro è un'erbacea perenne rustica coltivata, e talora naturalizzata, nelle regioni a clima temperato. Il rizoma di questa pianta, dal caratteristico sapore gradevolmente amaro, ha proprietà aromatiche e medicinali: stimola l'appetito e l'attività digestiva e, a dosi più elevate, esercita una funzione purgativa. Il genere comprende diverse specie che possono sviluppare cespi alti da meno di un metro fino a circa tre metri. E’ una pianta bizzarra: le sue radici sono medicinali; il fusto, in grossi gambi rossastri e ricchi di succo, ha le stesse proprietà medicinali delle radici e solitamente si usa in cucina ove serve per la confezione di marmellate o viene candito; le foglie sono tossiche.

Alcune curiosità sull'uso di questa pianta.

Nell'orto: interrando alcuni pezzi di rabarbaro nel terreno in cui sono state seminate verze e  cavoli, si allontana un parassita, chiamato Plasmodiophora brassicae, responsabile dell'ernia del cavolo, malattia che porta al deperimento delle piante.

In bellezza: chi desidera dare riflessi color tiziano, cioè ramati, ai capelli senza ricorrere alle tinture, può provare a far macerare nel vino bianco alcuni pezzi di rabarbaro sia freschi che essiccati. Dopo una settimana di macerazione la lozione ottenuta, ben filtrata, andrà passata sui capelli alla fine di ogni lavaggio.

Nella storia: il rabarbaro è pianta antica, pare venisse coltivato in Asia già 2700 anni prima della nascita di Cristo. Ai Greci, che ne facevano grande uso per le sue virtù medicinali, dobbiamo il nome attuale: essi infatti al sostantivo "ra", che indicava in greco quest'erbacea, aggiunsero l'aggettivo "barbaron" in riferimento al fatto che veniva coltivata in terre barbare.

 

translator

- notizie flash

Sfoglie di Frutta: scopri tutte le caratteristiche del prodotto!

in evidenza

newsletter

Iscriviti per ricevere informazioni periodiche Settimocielo




cerca nel sito